Due corpi (di fabbrica), un’anima (Torino)

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2010-11, progetto: Daniele Baiotto e Martina Tabò sup: 200 mq

L' incomprensibile impossibilità di avviare un dialogo costruttivo con gli uffici tecnici e la rigidità di applicazione e interpretazione di norme troppo restrittive ci hanno impedito di collegare una piccola palazzina di inizio '900 con un basso fabbricato interno cortile (anni '50). Questo pesante limite si è trasformato, come spesso accade, in uno stimolo progettuale. Una fascia scura di acciaio e ardesia che comprende le distribuzioni verticali e le zone d'acqua unisce idealmente i due corpi di fabbrica caratterizzando anche il patio, in contrasto con il pavimento di rovere e i listoni esterni.

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Una villa urbana che ben si adatta ad un quartiere molto eterogeneo e multietnico, non lontano dal Po e dal centro, e che potrebbe essere spunto interessante per altri interventi di riqualificazione e cambiamento, in particolare delle corti interne degli isolati.

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