OPPTA_Cercado de Lima, Perù

Concorso Internazionale OPPTA Lima-Perù2012 Progetto: Daniele Baiotto
Collaboratori: Leyden Durand, Ray Coello, Y. Nebreska Sierra, Karla A. Palacios, Laura Moreno, Romer Valera.

Concorso OPPTA-Bajo perfil

 Il concorso OPPTA 2011-2012 è stata una chiamata internazionale, proposta simultaneamente in 5 siti e sotto un tema in comune, per proporre soluzioni a livelo tecnico, territoriale, infrastrutturale o architettonico. In questa prima edizione, il tema era sui interventi di emergenza, ponendo le basi per le proposte nel continente americano (latinoamerica), colpito da disastri consecutivi, fenomeni naturali o antropici, che si sono verificati negli ultimi due anni e che ancora sono in corso. La nostra proposta si sviluppa nel Perù a Lima.

Come rigenerare un insediamento non pianificato minacciato dai rischi antropici. 

SCALA METROPOLITANA

Spazi verdi a  scala metropolitana sulla riva del fiume

L'intera area metropolitana di Lima sarà interessata nei prossimi anni da un profondo processo di ridisegno che vedrà la realizzazione della nuova strada a scorrimento veloce (Via Expresa Linea Amarilla) che collegherà il centro della città con l'aeroporto. Lungo questo asse, che segue il corso del rio Rimac, si svilupperà un parco lineare di circa 4 km che dovrebbe diventare un polmone verde attrezzato di riferimento per l'intera città. La realizzazione di questo collegamento e del parco è strategica per lo sviluppo della città, ma nasconde anche qualche rischio. Il tracciato della Linea Amarilla costituirà una nuova, forte barriera tra il tessuto urbano a sud del fiume e il Parco lineare in progetto. Inoltre in diversi punti la nuova strada correrà molto vicino al letto del fiume, lasciando una fascia ristretta di parco (meno di 20m).

Il progetto proposto cerca di affrontare il tema della permeabilità di questo nuovo asse infrastrutturale, per rendere accessibile e fruibile il nuovo Parco. Partendo dalla riprofilatura dei margini del fiume con cambi di quota e terrazzamenti, in alcuni punti strategici verranno realizzati degli attraversamenti della Via Expresa con corridoi verdi sopraelevati e ponti abitati. Queste strutture in elevazione ospiteranno funzioni commerciali e di servizio in modo da essere utilizzati non solo come collegamenti ma anche come assi attrattivi.

La topografia proposta si articola con sezioni tipo che si adattano alle soluzioni progettuali e ambientali proposte: percorsi in quota, zone protette dal rumore e dalle emissioni, aree sportive e ricreative con spalti naturali.

In alcune aree si propone una nuova tipologia abitativa su pilotis, che mantiene la permeabilità del Parco ed è caratterizzata da spazi pubblici e di vicinato che, come pontili urbani, si snodano parallelamente al disegno del verde.

Le vie di servizio parallele alla strada veloce sono invece occasione di progetto per mitigare l'effetto di barriera della infrastruttura. Dovranno essere assi lenti e disegnati, ricchi di funzioni e attività commerciali. Analizzando lo Studio di Impatto Ambientale è emerso che la Linea Amarilla in alcuni punti si sovrapporrà al tessuto abitato, o comunque lo lambirà da vicino. I fronti che si affacceranno direttamente sulla nuova strada saranno molto penalizzati, trasformandosi in nuovi spazi a rischio. Per questo motivo le via di servizio vanno concepite come dei boulevard attrezzati e attrattivi.

Lo spazio pubblico del monton, collegato al parco con due ponti pedonali, sarà un nuovo punto di riferimento, visivo e funzionale, del nuovo sistema di assi e spazi verdi fruibili, sia a scala locale e metropolitana.

Connettività del traffico stradale e pedonale

Il progetto della Linea Amarilla modificherà in modo profondo il traffico veicolare della città. Con la realizzazione di sottopassi e cavalcavia si darà continuità al nuovo collegamento senza interferire con i flussi delle vie trasversali.

In questo contesto di miglioramento delle infrastrutture e dei collegamenti si potrebbe valutare la possibilità di realizzare uno o più ponti sul Rio Rimac, in corrispondenza degli assi ritenuti più strategici per la permeabilità nord-sud della città.

La presenza della linea ferroviaria che collega la città al puerto del Callao potrebbe essere un'occasione per sviluppare un nuovo modello di trasporto urbano che utilizzi il treno come una metropolitana leggera di superficie, con stazioni distribuite lungo il tracciato fino al centro città e in corrispondenza dei nodi principali, come i nuovi ponti e l'intersezione con la linea 1 della metro.

Nuovi tracciati ciclopedonali percorreranno longitudinalmente il Parco e collegheranno i nodi di interesse pubblico, creando una rete di percorsi lenti, anche per mitigare l'impatto della via Expresa.

SCALA DISTRETTUALE

Lo sviluppo di strategie a breve, medio e lungo termine nel "Monton"

L'area del monton costituisce una barriera fisica forte, che condiziona flussi e attività della riva sinistra del Rio Rimac (MIRR). Ma non è solo una barriera. E' soprattutto l'immagine di una realtà consolidata di assenza di pianificazione urbana, di carenza di spazi pubblici adeguati, di abbandono, di mancanza di partecipazione e di degrado ambientale e sociale. Per gli abitanti del barrio però rappresenta anche un riferimento visivo e simbolico che identifica la loro realtà socio-economica, e richiama un forte senso di appartenenza dovuto al loro coinvolgimento diretto in processi di autocostruzione, gestione e organizzazione degli spazi.

La completa rimozione dei rifiuti quindi risulterebbe poco sostenibile dal punto di vista economico, in un' ottica di ottimizzazione delle risorse disponibili, ma anche sociale. Si è deciso dunque di intervenire sul monton con operazioni tecniche e formali diffuse, con l'obiettivo di rinnovarne l'immagine e stimolare nuovi usi.

Fase 1
Condurre una indagine fisico-chimica e geologica per acquisire gli elementi necessari ai successivi interventi di messa in sicurezza, bonifica, scavo e riprofilatura del monton. Individuate le sacche di biogas, prima di iniziare gli scavi, si dovrà captare il gas e convogliatìrlo in appositi bruciatori che ne abbatterebbero immediatamente pericolosità e odore. Se analizzato e valutato in qualità e quantità tali da poter alimentare un motore cogenerativo.

Fase 2
Si prevede un processo di cuci-scuci applicato alle residenze informali del lato sud-est del monton. L'idea è di rimuovere gradualmente piccoli gruppi di case, in modo da poter riprofilare le ripe come da progetto con soluzioni tecniche studiate appositamente per la raccolta e canalizzazione delle acque (fitodepurazione) e le fondazioni (fondazioni continue). In queste prime fasi si ritiene che sia possibile eseguire parti di scavo a mano, creando occasioni di lavoro per gli abitanti stessi. Successivamente si possono costruire i primi moduli abitativi fino al completamento del primo lotto funzionale. Di questo modo si può minimizzare il numero di famiglie da rilocalizzare.

 Fase 3 (che si sovrappone al processo della FASE 2)
Si estendono le opere di scavo e contenimento anche nella parte nord-est per iniziare la costruzione della centrale di riciclaggio. Viene realizzato l'edificio industriale con i suoi spazi di servizio (asilo, mediateca, campi gioco) in modo da completare le parti più architettoniche del progetto, che devono essere il volano della trasformazione del lotto e dell'intero distretto. Si propone di costruire subito la centrale per le forti potenzialità socio-economiche legate alle attività produttive, educative e di intrattenimento che ospiterà l'edificio.

Fase 4
Si procede con la riprofilatura del monton con opere di scavo, consolidamento e realizzazione di muri controterra e terrazzamenti. Prende forma il nuovo Parco. In questa fase verranno predisposte tutte le opere necessarie per mitigare gli effetti inquinanti pregressi e per mantenere in sicurezza il nuovo intervento. In particolare saranno realizzate canalizzazioni e drenaggi che convoglieranno le acque in vasche per la fitodepurazione. Saranno realizzati i due ponti di collegamento con il parco del Rio Rimac.

Fase 5 (che si sovrappone alla FASE 4)
Mano a mano che si completano i lotti del parco si può procedere alla realizzazione delle attrezzature e alla messa a dimora del verde. Sono previste tettoie, campi da gioco, playground, percorsi d'acqua e botanici. Nella scelta delle essenze si privilegiano le piante autoctone con caratteristiche di assorbimento delle sostanze inquinanti.

 

SRATEGIE A LUNGO TERMINE

Le opere previste dovrebbero garantire una situazione di sicurezza e di mitigazione dei rischi di inquinamento nell'area anche a lungo termine. E' chiaro che l'assenza soluzioni adeguate in passato, ha probabilmente compromesso gli equilibri naturali della zona per molti anni. L'uso intensivo di fitodepurazione e di piante autoctone contribuirà a migliorare le condizioni ambientali del distretto.

E' fondamentale il coinvolgimento degli abitanti nelle dinamiche di gestione e di organizzazione degli spazi pubblici previsti.

 

Azione sullo spazio pubblico che possono contribuire allo sviluppo sociale ed economico, la MIRR.

Il progetto prevede nuovi spazi pubblici a diverse scale. Il più importante è il parco attrezzato che darà una nuova immagine al monton. Le funzioni ospitate nell'edificio principale e le attività proposte per il parco costituiscono un programma ibrido e articolato, in modo da stimolare dinamiche inaspettate e virtuose che coinvolgano tutte le tipologie di utenza possibili. Le differenze sociali, economiche e culturali dovrebbero trovare in questi spazi pubblici luoghi privilegiati di espressione, confronto e negoziazione.

A scala distrettuale si sono analizzati i piccoli spazi utilizzati per lo stoccaggio non organizzato dei rifiuti. Sono spazi a rischio, soprattutto per le scarse condizioni di igiene e salubrità e sono piuttosto diffusi sul territorio. La funzione di stoccaggio legata alla raccolta differenziata sarà ospitata negli spazi del nuovo edificio. La proposta è di trasformare questi piccoli vuoti urbani in spazi pubblici attrezzati. Le funzioni proposte possono essere molteplici: playground, sedi di associazioni, piccoli parchi, spazi per feste e incontri.

La topografia del parco si presta a ospitare attività quotidiane ed eventi più importanti come concerti e manifestazioni. Dall'analisi è emerso, ad esempio, che sono presenti sul territorio molte associazioni di ballo e Hip-hop. Poter usufruire di nuovi spazi attrezzati può dare impulso a queste attività radicate nel territorio e stimolarne di nuove, migliorando la qualità sociale e riducendo il rischio che molti giovani corrono di lasciarsi attrarre dalle gang, in mancanza di alternative accessibili.

Piano di riposizionamento degli alloggi

 Si vuole delocalizzare il meno possibile le famiglie che devono essere spostate dal monton. Il primo passo è quello di realizzare nel minor tempo possibile i primi lotti abitabili, in sostituzione delle case che devono essere demolite. Gli abitanti hanno un forte radicamento al territorio e al luogo dove abitano, lavorano e hanno tessuto relazioni e contatti. Si deve cercare, di attuare i processi di riubicazione in un ambito di vicinato.

E' stata studiata una tipologia speciale di moduli abitativi da realizzare lungo il nuovo parco lineare. Le case, di due o tre piani, sono costruite su pilotis in modo da lasciare continuità al verde. Percorsi e spazi di vicinato con piccole attività commerciali o artigianali si sviluppano lungo pontili soprelevati che funzionano anche come distribuzione delle residenze.

Riciclagio e gestione dei rifiuti solidicome il motore economico del quartiere.

L'attività del reciclaggio conta 2000 addetti, e due associazioni sul territorio. Rappresenta una risorsa importante dal punto di vista economico e sociale della comunità. La possibilità di realizzare un centro differenziazione è l'occasione per implementare e razionalizzare le dinamiche di raccolta e smistamento. Si potrebbe sensibilizzare la popolazione per attuare una prima differenziazione già all'interno delle case, utilizzando i patii e gli spazi di vicinato per i contenitori. Gli addetti reciclatori, sempre con mezzi leggeri tipo i tricicli, porterebbero i rifiuti alla planta per procedere con una differenziazione più accurata. La planta è facilmente accessibile con camion e mezzi pesanti per il carico e trasporto dei rifiuti. La realizzazione dell'asilo e della mediateca in continuità con l'edificio di riciclaggio ha un forte valore simbolico. Si possono immaginare percorsi didattici e formativi legati alla tematica del riciclo e più in generale alla sostenibilità ambientale.

Protocolli di evacuazione

La rete di piccoli spazi pubblici aperti e il grande parco del monton, garantiscono un sistema di spazi sicuri progettati anche per l'emergenza. I percorsi sono studiati per garantire il massimo dell'accessibilità e i grandi terrazzamenti del parco possono ospitare moltissime persone in caso di necessità. I muri di consolidamento, i sistemi di drenaggio, le tecniche di compattazione ed eventuali micropalificazioni, renderanno utilizzabile il monton come spazio sicuro per l'intero barrio.

Consulenza e collaborazione con gli abitanti

Questo  progetto richiede un processo di partecipazione in fase di impostazione e sviluppo e un accompagnamento in fase di realizzazione. Il coinvolgimento degli abitanti nelle fasi costruttive può riguardare alcune scelte condivise, ma anche l'attuazione di tecniche di autocostruzione. Per la realizzazione dei moduli abitativi si è scelto di utilizzare la muratura portante per diversi motivi: i materiali sono economici e facilmente reperibili; le tecniche costruttive sono molto semplici e assai consolidate; si presta a sperimentare schemi di posa differenti che, se disegnati con sistemi informatici, magari partendo da pattern della tradizione locale, possono dare risultati formali molto interessanti e fortemente personalizzabili; per le parti portanti degli orizzontamenti (solette) si possono adottare semplici tecniche di prefabbricazione in-situ.  Il coinvolgimento degli abitanti è importante anche per la gestione e manutenzione degli spazi pubblici e di vicinato. Vicino alla parte residenziale sono previsti orti e piccoli giardini a conduzione famigliare. Gli spazi del parco e degli edifici possono ospitare eventi e laboratori (casetaller) per promuovere la formazione culturale e professionale.

SCALA DETTAGLIO

Il progetto propone una rete di rampe e percorsi che partono dalle vie del tessuto urbano e percorrono le ripe e i terrazzamenti con pendenze ridotte e ampie gradinate per facilitare la fruizione degli spazi e delle attività previste ai vari livelli. Per i muri controterra si propongono i gabions, economici, semplici da posare e con un immagine naturale molto riconoscibile.
Le pavimentazioni che si alternano sui terrazzamenti sono di diverse tipologie: terre stabilizzate, cemento a vista e superfici a prato.
Nella parte centrale si apre un grande prato inclinato che è pensato per essere utilizzato come anfiteatro all'aperto per eventi e spettacoli e dalla parte più in alto offre una vista privilegiata sull'intervento e sul nuovo parco lineare.
Anche il tetto inclinato dell' edificio di riciclaggio può avere la stessa funzione. L'edificio sopraelevato dell'asilo, con un playground sulla copertura, e le tettoie hanno anche la funzione di landmark e saranno un punto di riferimento anche visivo per l'intero barrio.