Concorso per la nuova manica di accoglienza – Villa della Regina, Torino

2011 Progetto:  Daniele Baiotto, Alessandra Bortolotto, Martina Tabò Gruppo di progettazione: Carlotta Cortese,Mariangela Deiana,  Andrea Fiumefreddo, Ileana Marchisio, Paolo Pallegrino Progettazzione strutturale: Mario Sassone

Trame di corte

 

In continuità con i complessi interventi di restauro realizzati, finalizzati al recupero di straordinaria rilevanza storico-artistica, ambientale e paesaggistica, è prevista la costruzione di una manica edilizia a nord della Villa, nel sedime occupato precedentemente dal Palazzo Chiablese.  La nuova manica compensa il vuoto lasciato dalle demolizioni ridefinendo il limite del giardino    "a parterres", e risponde al contempo alle esigenze di programma a servizio dell'istituzione museale.

Il progetto prevede di dare una risposta attenta a tutte le tematiche sottolineate dal bando, limitando l'altezza del volume costruito in relazione alla manica di collegamento seicentesca. Quali riferimenti allo sviluppo in altezza del fabbricato, si sono utilizzati il piano dei camminamenti sulla copertura della manica porticata esistente e la quota della balaustra. Si è scelto di non superare questo limite neanche con emergenze puntuali per non compromettere la rete de le relazione visive.

Si ottiene inoltre una continuità di percorsi al livello superiore, verso il belvedere nord e l'esedra, e verso la vigna. Si intende preservare l'equilibrio tra la Villa, la Corte d'onore e le zone nord del parco, tra loro in storica relazione visiva. Si propone una ricomposizione dell'organismo architettonico e del paesaggio, che riallanciando trame e percorsi, non prevede elementi che possano ingombrare lo sguardo rispetto alla Residenza ritrovata, riacquisita al panorama della città. Si è organizato il programa lavorando in sezione, per ottenere una copertura piana leggermente corrugata,  disegnata da camminamenti e sedute.

La copertura della manica di nuova realizzazione è uno dei temi centrali di progetto, non meno importante delle superfici verticali per ridefinire i rapporti con il contesto. Diventa un luogo privilegiato di pausa e contemplazione, che ripercorre il tema della terraza e dei camminamenti panoramici in copertura, anche in relazione al Belvedere detto "Rotonda nord". Al di sotto di questo paesaggio di copertura, si articola il programma previsto, secondo chiare e riconoscibili sequenze di spazi.

Dove la cartografia e i documenti segnalano dal XVII secolo una fabbrica adibita a citroniera, si è ripensata una galleria vetrata che si apre verso il giardino "a parterres" e la Villa.

E' il luogo in cui inizia il raccordo della visita, più tra gli agrumi, ma tra i supporti didattici e le esposizioni temporanee. Rimane la qualità di uno spazio che si riallaccia alla fabbrica antica per proporzioni e relazione con i giardino formale, attraverso una rilettura contemporanea della serra con tecnologie attuali. Per schermare il fronte vetrato esposto a mezzogiorno, sono previsti sistemi di ombreggiamento esterni mobili, dalla sottile trama metallica ossidata.

I sistemi di ombreggiamento disegnano una quinta mutevole verso il giardino, seguendo le stagioni e le condizioni di irraggiamento. Gradi diversi di permeabilità sono ottenuti durante l'anno, rinnovando a seconda delle stagioni l'aspertto compositivo della quinta, che si adegua morbidamente, rivelando la funzione di ombreggiamento e schermo della galleria vetrata, tramite uno strato esterno mobile leggero.

Sul fronte opposto a nord, il volume delle centrali tecnologiche, integrato all'nterno della manica di nuova realizzazione, viene rivestito secondo una tessitura continua di piante rampicanti sempreverdi, su apposita intelaiatura metallica, in modo da accompagnare lo sguardo verso la vigna e la corona boscata. A ovest verso la citta, la  nuova manica si articola in più parti, evitando la durezza di un fronte continuo. Si legge sia la profondità della galleria vetrata, caratterizzata dallo stesso trattanento di facciata del lato che delimita il parterre, sia il volume ridisegnato dai rampicanti delle centrali tecnologiche, e tra questi, la quinta vetrata più permeable, leggermente arretrata, che introduce all'area di accoglienza, segnalando l'ingresso e invitando alla visita.