La metamorfosi: concorso internazionale per la riqualificazione delle aree del quadrante nord e nord est di Torino.

ortho_foglio_492010 Progetto: Cristiano Picco (Capogruppo), studio mg2, + studio architetti associati, Marcello Maina, Daniele Baiotto, Elena Bielli

Collaboratori: Ricardo Avella, Alessa Meyer, Ariadna Weisshaar, Francisco Garcia, Victor Teran, Giuliana Foglia Franke, Sara Musso, Antonio Fatibene.

Consulenze: Flavio Pollano (paesaggio) Quattrolinee.it (grafica e video) Genovese associati (geologia e ambiente)

Progetto menzionato 2° classificato

Ambito Scalo Vanchiglia

Obiettivo: superare un desueto rapporto di separazione ed indifferenza tra infrastruttura, forma e funzione urbana, definito da recinti, cesure ed interruzioni, assi urbani interrotti, aree abbandonate in cui il disegno dell’infrastuttura rimane spesso indifferente e non relazionato col contesto.

Concept

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CORTINA: isolati chiusi a corte interna

TELAIO: il prolungamento del reticolo urbano apre le cortine degli isolati, crea varchi prospettici inaspettati e rinnovati spazi pubblici

PARCO: il verde entra nella trama urbana

METAMORFOSI: gli isolati si aprono, le corti diventano volumi, mutano in nuovi “podi urbani” che si protendono come pontili verso il parco

NUOVO MODELLO: gli edifici si articolano sui “podi” con profili altimetrici più bassi verso il parco e più alti verso la città; la barriera si apre

Sovrapposizione di una maglia più regolare, sulla quale si articolano i volumi, sul disegno del parco e dei basamenti con l’alternarsi di materiali e tipologie di superfici differenti, definendo nuove centralità e piazze.

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Integrazione tra la trama degli isolati a maglia rettangolare e il sistema radiale di portata territoriale derivato dalle direttrici extraurbane.

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“concentrazione edilizia” lungo via Regaldi ha una profondità di 60 m rispettando la fascia di vincolo cimiteriale. Questa viene ridotta a 100 m per la localizzazione di alcune strutture di interesse collettivo nei “pontili urbani”, parte del basamento degli edifici che si protendono verso il parco con rampe e discese verdi

Integrazione tra natura e città, espansione del parco all’interno del tessuto consolidato ripensato per accogliere questo rapporto: lungo la fascia d’intersezione tra città e parco il modello dell’isolato aperto si compenetra con una sequenza ininterrotta di fasce verdi; dal parco, nella città, superando via Regaldi

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Le tre stazioni della linea due della metropolitana assumono il ruolo di “magneti urbani” con attività commerciali, pubblici esercizi, servizi privati e pubblici.

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Il progetto conferma la presenza del canale: oltre che notevole contributo formale, percettivo e di confort costituisce un considerevole arricchimento in termini di valenza ecologica, con il bio-ecosistema che indurrà a formare, con slarghi e piccoli episodi, puntuali eccezioni alla linearità del tracciato.

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Il parco ha un impianto a sviluppo longitudinale con una lunga arteria centrale, pedonale e ciclabile, in continuità con il parco della Colletta e con il nuovo asse verde progettato a copertura della trincea ferroviaria esistente.
Questo percorso, con duplice funzione di collettore e distributore dei percorsi, vede confluire la trama ortogonale e diagonale del prolungamento degli assi urbani

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