Parco degli Erzelli, Genova

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2007, progetto preliminare  Gruppo di progetto: Franco Corsico, Matteo Robiglio (Avventura Urbana) con Daniele Baiotto (coordinatore), Devis Guiguet, Alessandro Mazzotta, Carlo Micono, Davide Reggiani, Domenico Rocca, Zauli sas

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La collina di Erzelli è in una posizione strategica, sia in relazione al contesto territoriale regionale, sia alla dimensione metropolitana.
Il Parco Scientifico Tecnologico non è una somma di edifici: Erzelli è un intervento alla scala del paesaggio. La riconversione della collina dei containers è quindi prima di tutto ricostruzione di una ampia porzione territoriale inserita con coerenza nel sistema delle relazioni visive e dei percorsi che costituiscono la trama visibile e invisibile del complesso sistema naturale e insediativo circostante il colle.

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Il recupero ambientale valorizza la complessità morfologica del colle, articolato in superfici in piano e in declivio, caratterizzate da condizioni di suolo, di esposizione, di collocazione altimetrica molto diversificate tra loro. Erzelli è un parco urbano unitario ma articolato in una sequenza di cinque ambienti riconoscibili per caratteri propri: da nord a sud, il monte Guano, la valle dell’Università, la piazza e la rocca fiorita, il campo centrale ed il sistema dei bacini, le balze di Erzelli.
La valorizzazione e conservazione delle zone a nord (monte Guano, versante Coronata), la rinaturalizzazione e recupero di quelle a sud (spianata, area forte Erzelli) sono le linee strategiche per la creazione di un parco urbano nel quale i materiali vegetali e gli elementi d’acqua soddisfano la piacevolezza estetica ma anche le esigenze funzionali per la gestione ambientalmente sostenibile dei cicli naturali.

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Il progetto definisce un luogo urbano animato e confortevole, che soddisfa la domanda di abitabilità di numerosi possibili utenti: a Erzelli si soggiorna nei luminosi appartamenti affacciati sul golfo e sulle colline; si lavora negli spazi tecnologicamente all’avanguardia destinati al terziario avanzato; si studia nel moderno complesso universitario; si passeggia nella quiete delle aree boscate; si praticano attività di sport e loisir nel vasto parco, attrezzato anche per eventi all’aperto; si compra  nella galleria commerciale;  infine, si va ad Erzelli per vedere Erzelli, la nuova centralità di Genova, che vive del continuo scambio vitale con la città. 

 

Superficie totale del parco:    220000 mq
Quota del punto più alto:   + 179 metri s.l.m (Forte Guano)
Quota del punto più basso:  + 92 metri s.l.m (pendio merid. ai piedi del forte Erzelli)
Dislivello tra le due quote:     87 metri
Aree a bosco, percorsi botanici e terrazzamenti del monte Guano:   9 ettari
Green centrale per eventi all’aperto: 70000 mq
Occupazione possibile in caso di evento: 20000persone
Superficie del bacino d’acqua permanente: 1800 mq

“Il fumo saliva. Bianco, solenne, dalla ciminiera dell’acciaieria. E pareva volesse bucare il cielo. Ma c’era un punto, lassù, che sembrava bloccarlo. Un punto preciso, sempre lo stesso. Come se il cielo, a quell’altezza, fosse chiuso da una calotta trasparente. Era proprio lì che il fumo bianco rallentava improvvisamente, allargandosi. Per poi ricadere come una cascata oleosa su tutto e tutti. Case, strade, e quei pochi alberi scampati a una industrializzazione selvaggia che aveva fatto di una spiaggia assolata una periferia grigia immersa in un cimitero di industrie, risultavano costantemente coperti da una patina caligginosa che ne offuscava i colori, smorzandone i toni.
Simona non vi si era ancora abituata. Tutte le volte che passava da Cornigliano rimaneva come inebetita davanti a quel fumo bianco e puzzolente che inondava il cielo. Era come se, solo a guardarlo, lo sentisse bruciare acre nella gola. E anche quella mattina ebbe la medesima sensazione mentre l’auto, lampeggiante acceso, si arrampicava sulla collina degli Erzelli. Da lassù, poi, quel senso di oppressione che gravava sulle case in basso era ancora più palpabile.
Poiché in quel pianoro desolato che si chiama Erzelli gli unici colori erano quelli dei container e dei camion parcheggiati ovunque, alla rinfusa, come se un architetto dissennato si fosse divertito a dividere gli spazi senza alcuna logica. Colori illividiti dalla polvere incrostata che sembravano in procinto di affondare nel mare di sterpaglie e di fango che copriva l’intero piazzale: un inferno metropolitano dove pozzanghere che non riuscivano mai ad asciugarsi completamente da un acquazzone all’altro, rispecchiavano ancora una volta quel cielo affamato.
Il cadavere di Giovanna Turci era là. Sdraiato supino, con la testa appoggiata all’enorme ruota di un semirimorchio. Una mano affondata in una pozza melmosa, l’altra sollevata. Irrigata dalla morte in un gesto da avanspettacolo, come se lei stessa volesse presentare la scena. E dire “Eccolo, questo palcoscenico da burla! Qui ho vissuto i miei diciassette anni”.

tratto da "Omicidio agli Erzelli", scritto da Andrea Casazza e Max Mauceri, 2006, Fratelli Frilli Editori