Verde multiplo

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2005, concorso internazionale di idee per la riqualificazione del territorio costiero del Comune di Latina  area: 2500 ettari  progetto: Giulio Mondini (capogruppo), Daniele Baiotto, Jordi Bellmunt,  Marta Bottero, Nadia Ciocia
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Il master plan si propone di risolvere le criticità del sito attraverso una trasformazione del territorio di tipo integrato in una logica di sostenibilità, a partire dalla messa in valore delle potenzialità specifiche dei luoghi. Tale approccio diventa percorribile soltanto sviluppando azioni concrete di governo del territorio, la cui mancanza o debolezza ha condotto nel tempo alla situazione attuale.

Attraverso quindi nuove forme di pianificazione le aree sono in grado di evolversi dalla condizione contingente divenendo “luoghi sensati” cioè spazi che generano senso.
Il master plan proposto assume che le potenzialità naturali, storiche e culturali del luogo vengano messe a sistema con i nuovi interventi in modo da creare un nuovo paesaggio riconoscibile per qualità, originalità e contemporaneità.
Occorre sottolineare che per ricondurre a una visione unitaria un territorio così frammentato quale quello considerato, non è sufficiente che gli strumenti pianificatori e progettuali si limitino a indicazioni ad una scala macrosistemica ma occorre prevedere, almeno dal punto di vista dell’approccio, approfondimenti specifici per giungere ad indicazioni più puntuali di carattere microsistemico.

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I due macro-ambiti dell’area, quello costiero legato al mare e quello dell’entroterra legato al tessuto agricolo e naturale, trovano espressione simbolica e fisica in due punti chiave dell’intervento: la porta di mare e la porta di terra. L’area di sovrapposizione e scambio tra i due ambiti genera un corridoio verde longitudinale, prosecuzione del parco del Circeo. Questa fascia longitudinale, delimitata e percorsa da canali, diventa asse portante del progetto e viene attraversata, ma non interrotta, da tagli trasversali strutturati che richiamano la suggestione delle dune. Secondo questa idea, le due aree naturalistiche, la selva di Torre Astura a nord e il Parco del Circeo con il sistema della duna a sud, sono quindi idealmente collegate dalla fascia compresa tra i due canali che si configura come la spina dorsale dell’intervento. Si configura quindi una successione di verdi diversi, tutti progettati, ma con densità e caratteri differenti, tagliata da corridoi in cui sono previsti i nuovi ambiti costruiti: spazi destinati a servizi, terziario, ricettività, intrattenimento, residenza… Inoltre, i tagli traversali svolgono anche la funzione di creare una nuova forma di collegamento dell’area, dagli spazi retrostanti dell’entroterra a quelli del litorale.

Attraverso un masterplan unitario, formalizzazione di una nuova idea di governo della trasformazione, si riportano alla luce le caratteristiche ambientali uniche dell’area unitamente a nuovi progetti di utilizzo delle sue potenzialità. E’ come se una nuova operazione di “bonifica”, diversa dalla prima, restituisse all’uomo, ma soprattutto alla natura, un territorio oggi compromesso e degradato.

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Sono state individuate cinque strategie che si ritiene possano guidare la trasformazione del territorio:

energia: una delle finalità del master plan proposto riguarda l’ottimizzazione dell’efficienza energetica delle trasformazioni. Tale finalità sarà perseguita attraverso la realizzazione di un parco scientifico e tecnologico nell’area dell’ex centrale nucleare con spazi in parte destinati ad attività museali e ricreative legate al tema delle fonti energetiche alternative e in parte destinati ad accogliere strutture per l’istruzione universitaria, laboratori e uffici di imprese che si occupano di sperimentazione nel campo delle energie rinnovabili. Inoltre la tematica dell’energia sarà presente in modo trasversale all’interno dei vari interventi proposti sotto forma di tecnologie progettuali finalizzati all’efficienza energetica

mare: il tema è legato alla riorganizzazione del territorio prospiciente al mare, con particolare riferimento alla riqualificazione paesistica dei luoghi che appaiono oggi pesantemente compromessi da fenomeni di edilizia abusiva e illegittima. Si prevede quindi di realizzare un nuovo paesaggio costiero con il ripristino delle dune ora scomparse e con la creazione di nuove strutture e servizi che permettono una valorizzazione della risorsa mare

verde: l’obiettivo generale della creazione di un nuovo parco non può prescindere dalla riqualificazione delle aree verdi che verranno messe in valore secondo differenti declinazioni: a partire dai campi agricoli fino ad arrivare alle aree verdi connesse agli insediamenti residenziali il master plan crea una rete ecologica intergrata con il sistema dei canali presenti e in sinergia con le reti infrastrutturali e insediative.

abitare: una delle strategie chiave del master plan fa riferimento alla nuova dotazione di attrezzature e infrastrutture che si verranno a creare nell’area una volta messi in opera gli interventi in programma. si prevede quindi la realizzazione di nuova residenzialità, anche in relazione all’espansione demografica della popolazione di Latina, e dei nuovi servizi ad essa connessi (strade, parcheggi e spazi pubblici)

intrattenimento: al fine di dare concretezza anche alle finalità di sviluppo economico dell’area occorre prevede la creazione di funzioni in grado di contribuire ad attirare capitali e risorse. A partire dall’esperienza sviluppata in diverse realtà nazionali e internazionali, è possibile considerare il tema dell’intrattenimento come un motore in grado di avviare la trasformazione desiderata. Il master plan prevede quindi, da una lato, la creazione di nuove strutture legate alla ricettività e, dall’altro, la valorizzazione delle risorse presenti attualmente sottoutilizzate come le sorgenti termali e la creazione di nuove strutture per lo sport e il tempo libero.

L’assegnazione di un codice colore evidenzia le relazioni di ciascun nodo o problema descritto nelle caselle con le cinque strategie individuate. Ad esempio, all’incrocio tra imprese pubbliche e ambiente vengono individuati come nodi fondamentali i problemi legati alla tutela delle risorse ambientali, alla questione energetica e alla valorizzazione del parco e della fascia costiera. La lettura del codice colore fornito nella casella mette in evidenza le strategie (in questo caso, energie, mare e verde) proposte dal master plan per affrontare tali problemi.

Al fine di identificare le strategie di intervento legate alla trasformazione dell’area è opportuno riflettere sulle diverse dimensioni connesse all’operazione. Gli elementi su cui è necessario ragionare al fine di individuare le azioni da mettere in campo e di valutarne la fattibilità tecnica e la compatibilità ambientale possono essere strutturati tre gruppi principali:
–     La sostenibilità: individua l’ambiente, l’economia e la società quali dimensioni fondamentali dello sviluppo sostenibile
–     Gli attori: identifica i soggetti principali in un’operazione di trasformazione territoriale e obbliga a riflettere su ruoli e finalità di ciascuno (amministrazione e enti pubblici, attori privati e abitanti)
–     I tempi: scandisce le fasi per la realizzazione dell’operazione e il raggiungimento dei risultati attesi nel breve, medio e lungo periodo
L’integrazione delle dimensioni descritte porta ad individuare una matrice a tre dimensioni, che può essere rappresentata dalle tre facce principali di un cubo. Il cubo funziona quindi da macro contenitore degli elementi essenziali per una valutazione condivisibile della fattibilità della trasformazione proposta
La lettura delle tre facce del cubo permette quindi di incrociare di volta in volta le dimensioni considerate:
– l’incrocio tra la sostenibilità e gli attori coinvolti permette di individuare strategie e azioni di intervento distinguendo altresì gli interventi “caldi”, cioè destinati a generare rientri finanziari, e gli interventi “freddi”, cioè le opere che non consentono vantaggi finanziari;
– l’incrocio gli attori e i tempi identifica le linee attuative per mettere in pratica le varie azioni individuate secondo un criterio di fattibilità tecnica e economica;
– l’incrocio tra la sostenibilità e i tempi aiuta a riconoscere i risultati attesi dalla trasformazione ed il futuro assetto dei luoghi
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